L'epoca nella quale viviamo è densa di contraddizioni sotto ogni punto di vista e il mondo della nutrizione non fa eccezione.
Negli ultimi decenni abbiamo assistito a un fortissimo sviluppo dell'industria alimentare che ha portato sulle tavole di molte famiglie prodotti elaborati e sempre più diversificati per soddisfare le esigenze di un pubblico eterogeneo e volubile. Passeggiando tra le corsie di un comune supermercato siamo richiamati dagli slogan e dalle immagini accattivanti delle innumerevoli confezioni che affollano gli scaffali, dove i prodotti, gelosamente custoditi all'interno di colorate corazze di plastica, sono sistemati secondo un criterio ben preciso per soddisfare severe regole di marketing, con l'unico scopo di massimizzare le vendite. Le possibilità di acquisto sono infinite, la scelta sta nelle mani del consumatore.

Unitamente al progresso tecnologico assistiamo nei paesi industrializzati e specialmente in quelli in via di sviluppo al dilagare dell'obesità che ormai interessa anche l'eta infantile, tanto da parlare di pandemia. Scorretta alimentazione, vita sedentaria ed eccesso di peso corporeo rappresentano importanti fattori di rischio per lo sviluppo di patologie cronico-degenerative che ormai affliggono anche le fasce più giovani della popolazione. Mentre una parte del mondo soffre per le conseguenze di un eccesso alimentare, un'altra parte patisce la fame e perisce per le conseguenze della malnutrizione. Ogni anno ingenti quantità di risorse economiche vengono utilizzate per contenere le emergenze sanitarie, le aziende farmaceutiche accrescono i loro fatturati ma siamo sempre più malati. Da anni si parla di emergenza climatica, delle problematicità degli allevamenti intensivi, dello sfruttamento dei terreni e della limitatezza delle risorse alimentari che, in un futuro non troppo lontano, non saranno in grado di soddisfare le richieste di una popolazione mondiale in costante crescita. È evidente che le cose non stanno andando per il verso giusto e la responsabilità di quanto sta accadendo fa capo a molti.

Noi piccoli consumatori, ma soprattutto individui, che ruolo abbiamo in tutto ciò? Ogni giorno attuiamo delle scelte, compiamo delle azioni le cui conseguenze hanno un’eco ben maggiore di quello che possiamo immaginare. Quante di queste scelte vengono attuate consapevolmente? Quante volte percorrendo la corsia dei biscotti nel solito supermercato di quartiere ci soffermiamo a leggere l’etichetta nutrizionale, l’elenco degli ingredienti, il luogo di lavorazione di quello che stiamo per acquistare e quante altre volte invece, un po’ per fretta, un po’ per noia e spesso per noncuranza allunghiamo il braccio verso lo scaffale e riponiamo nel carrello una qualsiasi delle confezioni che altri hanno selezionato per noi? Scegliere di acquistare o di non acquistare un determinato prodotto non è cosa da poco, richiede uno sforzo che non tutti sono disposti a fare e le nostre scelte, anche quelle apparentemente più banali, che lo vogliate o meno, influenzano l’economia, l’ambiente, la società e in definitiva noi stessi e la nostra salute. Noi siamo un tutt’uno con quello che ci circonda, influenziamo l’ambiente nel quale viviamo e da esso siamo influenzati, sotto ogni punto di vista.

 

Siate il cambiamento che volete vedere nel mondo.

Mahatma Gandhi